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Giovedì 18 Ottobre 2018
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11/12/2013 - Doveva essere l’inferno (presumibilmente di fuoco) e invece al Turk Telekom Arena di Istanbul è stato il giorno, anzi sono stati i giorni del gelo e della tempesta di neve anti calcio. Un rinvio estenuante della partita più attesa di Champions League che, per problemi climatici e per un campo che definirlo di patate è davvero un eufemismo, è stata disputata in due riprese. Com’era facilmente prevedibile non si è visto il gioco del calcio, non si poteva neanche immaginare con l’ausilio della migliore fantasia; in quelle condizioni era un optional. E’ stato un match beffardo quello tra Galatasaray e Juventus finito 1 a 0 a favore dei turchi, che guadagnano così l’accesso agli ottavi di finale della Champions League. Juve dunque sconfitta, non tanto dal gol segnato a cinque minuti dalla fine dall’olandese Sneijder, quanto dalla sfortuna che lascia l’amaro in bocca. Ma è anche giusto dire col senno di poi, che la  qualificazione della Juventus è stata pregiudicata da tanti fattori, non ultimo il pareggio che la squadra bianconera ha subito nei minuti finali allo Juventus Stadium proprio contro i turchi del Galatasaray. Un sogno Champions che svanisce ancora una volta e che non può essere imputabile soltanto alla sfortuna. Una squadra come la Juve ha l’obbligo di fare i punti necessari quando si presenta l’occasione. E, invece, è successo che la squadra di Conte ha pareggiato 1 a 1 a Copenhagen, ha pareggiato in casa con il Galatasaray 2 a 2, ha perso 2 a 1 a Madrid contro il Real e pareggiato a Torino per 2 a 2 mentre, prima di perdere la partita decisiva in casa dei turchi, aveva vinto in casa contro i danesi del Copenhagen 3 a 1, l’unica sua vittoria del girone. Non ci si può ridurre all’ultima partita per sperare nella qualificazione. Ma c’è anche un altro aspetto imputabile alla UEFA, ed è quello di una partita che non avrebbe dovuto disputarsi nell’immediato a causa, appunto, delle cattive condizioni meteorologiche che hanno reso il terreno di gioco assolutamente impraticabile. Capiamo che i tempi della UEFA si restringevano, tuttavia, in casi così eccezionali come questo, è obbligo rivedere qualcosa al regolamento. Ma restiamo sempre nell’ambito dei “se” e dei “ma” che non hanno mai fatto la storia in nessun campo della vita. Ci sta tutto; la maledizione delle avversità del meteo e anche l’impreparazione ad un evento di questo genere da parte della UEFA. Ma la Juve è la Juve, e doveva arrivare a questa partita già con la qualificazione in tasca, andando a giocare in Turchia a palle di neve piuttosto che una partita di calcio. Certo, ora è facile commentare l’amarezza di una sconfitta che neanche si può ritenere tale, tuttavia, ripetiamo che la Juve ha le sue responsabilità. Adesso la Vecchia Signora d’Italia deve pensare al campionato, mentre entra a far parte del novero delle squadre che partecipano all’Europa League. La finale di questo torneo internazionale si svolgerà proprio allo Juventus Stadium. Era il segno del destino? Chissà!

Salvino Cavallaro       

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