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Giovedì 26 Aprile 2018
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23/11/2013 - Faccia rotonda, sorriso accattivante, modi da gentiluomo e, a suo dire, ha l’Inter nel sangue ormai da tanti anni . Erick Thohir si presenta così al grande pubblico italiano, con le credenziali che sembrano cucite addosso per avere successo. I soldi non gli mancano, la simpatia è connaturata in lui come l’aria che respira e il rispetto per i media presuppone una simpatia particolare per il mondo dell’informazione. Già, l’informazione. Un mondo cui è molto legato per essere anche proprietario in Indonesia del giornale “La Repubblica”. Lo abbiamo visto ieri sera da Fabio Fazio in “Che tempo che fa”. Idee chiare e particolare senso dello humour sembrano scolpiti sulla sua pelle come la maglia dell’Inter. “Non so se Berlusconi sia a conoscenza che possiedo un giornale in Indonesia” – scherza – “ma io non voglio presentarmi candidato nel mio Paese….” Poi l’argomento si sposta sul futuro e sul mercato dell’Inter: “Stiamo costruendo un sistema che prevede l’acquisto di giocatori le cui caratteristiche siano compatibili con il modulo tattico di Mazzarri. Ho fiducia in lui e sono molto contento che Moratti lo abbia scelto. Abbiamo una buona base per i prossimi due o tre anni, ma l’Inter deve prepararsi per il 2016, quando la finale di Champions League sarà a Milano”. E’ interessante seguire la sua intervista e, mentre parla, ci chiediamo come un manager della sua levatura venuto dall’altra parte del mondo si sia innamorato così intensamente dell’Inter e, soprattutto, come possa seguirla tutte le settimane. “Ovviamente” dice “non potrò essere in Italia tutte le domeniche, tuttavia, sarò un tifoso nerazzurro a distanza. Infatti, mi alzerò alle 2,45 del mattino per vedere i match dall’Indonesia”. Non l’ha detto, ma dalle sue parole sembra davvero trasparire l’anima del vero tifoso, uno di quelli che alla domanda : “Ma chi te lo fa fare…..?” la risposta è scontata: “Per l’Inter, questo e altro…!”. Ma, su quello che sarà il prossimo scudetto dell’Inter, Thohir non si sbilancia: “Lasciamo che sia Dio a decidere. Non potrò mai fare ciò che ha fatto Moratti in 18 anni, ma punto a ottenere risultati regolari nel tempo”. E come può non essere simpatico un presidente che si presenta così?

Salvino Cavallaro         

 

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