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Giovedì 26 Aprile 2018
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17/09/2013 -   OK, ancora è presto per giudicare, siamo agli inizi: “chi ben inizia è a metà dell’opera” però dice qualcuno… Tre giornate, tre vittorie e primo posto in coabitazione: Roma e Napoli, le due che non ti aspetti, o forse si. Due squadre nuove, quadrate e spettacolari: due allenatori che sanno vincere, hanno le loro idee, il loro carisma e, soprattutto, sanno quel che vogliono. Rudi Garcia e Rafa Benitez sono già entrati nei cuori dei tifosi, e non era mica semplice: uno doveva far dimenticare la bruciante sconfitta in finale di Coppa Italia nel derby e ricreare uno spogliatoio, l’altro doveva far dimenticare gli addii di Cavani e Mazzarri, che tanto bene avevano fatto in azzurro. Sabatini è stato chiaro fin dal primo momento: voleva Garcia in panchina, e Garcia ha preso. Mai scelta più azzeccata: il francese, che ha pure vinto uno scudetto col Lilla, non esattamente una delle squadre più forti in Francia e comunque prima dell’avvento degli sceicchi nel Principato e sotto la Tour Eiffel, ci sa fare, e sembra aver trasmesso un carattere forte alla sua squadra. Maicon, uno che qualcosina l’ha vinta, appena è arrivato ha dichiarato che, nei metodi d’allenamento e nel rapporto coi giocatori, Rudi ricorda molto il suo grande maestro Josè Mourinho. Special Rudi dunque: speciale nel regalare alla squadra un gioco divertente, nel recuperare mentalmente talenti come Pjanic e De Rossi, o nel dare fiducia a ottimi giocatori come Balzaretti e Castan, nel valorizzare giovani come Florenzi, nell’ instaurare un ottimo rapporto con la squadra e, a dir poco fenomenale, nel rimettere in sesto uno spogliatoio a pezzi peggio d’un puzzle. Garcia inoltre riesce a comunicare con tutti: pensate che durante una partita dal francese per Pjanic e Gervinho, all’inglese per Strootman e Bradley, senza trascurare il perfetto italiano con cui chiama gli azzurri (Totti è Francescò, ndr) e quelli che vivono nel nostro paese già da un bel po’. Poliglotta lo è pure Rafa Benitez, anche se lui ultimamente si sta specializzando col napoletano: il simpatico tecnico spagnolo, per tutti in città è Don Rafè. Lui, più che rimettere in sesto uno spogliatoio o ridare fiducia ad un gruppo, ha dovuto formare una squadra: di milioni da spendere ne ha avuti tanti, ma senz’altro tutti spesi bene. Sono arrivati giocatori con l’indole vincente ma anche con tanta voglia di riscatto, e i risultati sembrano dargli ragione: il Napoli gioca bene, diverte, segna e vince. Lui sin dal primo momento ha dato il pallone ai suoi: tanto possesso palla, prove di tiqui taqua e giusto lavoro sulla forma fisica. Senza esagerare su quest’ultimo aspetto: a correre deve essere il pallone, non loro. Ha tanta voglia di rivalsa Benitez, verso un campionato che ha dovuto abbandonare troppo presto: lui, ai tempi dell’Inter, si sentiva in grado di portare avanti la squadra, ma fu cacciato. Troppo presto, forse ingiustamente visto che a mandarlo fu uno spogliatoio di vedove mourinhane, ma si sa che allenare una squadra che ha vinto tutto non è mai facile. Anche per uno, come lui, che ha lasciato ben poco per strada. Acqua passata comunque caro Don Rafè: adesso c’è il tuo nuovo Napoli, capolista assieme alla Roma dello Special. Rudi però.


 

Luca Bonaccorso
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