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Mercoledì 22 Novembre 2017
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Torino, 30/07/2017 -

Sivori, Platini, Baggio, Del Piero. Numeri 10 con maglia bianconera che hanno fatto una grande parte della storia della Juventus. E’ il numero più importante per una squadra di calcio, il più significativo di carisma, di forza trascinante. Per indossarla devi possedere tutte queste caratteristiche connaturate a una personalità non comune. Non basta essere il più bravo tecnicamente, serve essere il più rappresentativo per la società, i compagni di squadra, i tifosi. E alla Juve devi saperla meritare quella maglia, quel numero stampato a doppia cifra che pesa per responsabilità e merito. Forse anche per questo motivo, al nuovo acquisto della Juventus Federico Bernardeschi è stata affidata la maglia con il numero 33, perché quel numero 10 bisogna meritarselo attraverso una maturazione graduale, capace anche di non alterare una responsabilità eccessiva che potrebbe essere deleteria per un ragazzo di indubbie qualità tecniche, ma che è giusto aspettare dal punto di vista dell’inserimento nell’ambito di un nuovo ambiente. Segno evidente che le cose fatte in casa Juventus non sono mai improvvisate, ma tutto è studiato nei minimi particolari, così come un’azienda calcio ad alti livelli pretende. “Se fosse stato per me, la maglia numero 10 l’avrei presa subito” dice Bernardeschi “tuttavia,  bisogna che io la meriti, perché è giusto che un calciatore si prenda le proprie responsabilità.” Dichiarazioni che inquadrano subito la personalità di un ragazzo dalle idee chiare, equilibrato e consapevole della svolta importante della sua carriera di professionista del pallone. E continua così, Bernardeschi: “Della Juve mi ha colpito subito l’accoglienza dei tifosi e poi la squadra mi ha sempre impressionato per la mentalità messa in campo, la grinta, la tenacia, la determinazione; tutte cose che noti e avverti subito.” Poi, per quanto riguarda il suo rapporto con la Fiorentina, dice: ”Voglio ringraziare la società viola per come mi ha fatto crescere e fatto diventare uomo. Non dimenticherò mai tutte le persone che mi sono state accanto. C’è poi una parte della società malsana, come il tifoso che augura la morte e tutti i mali del mondo, mentre io non sono qui per alimentare questa parte. Ma ci sono anche tifosi leali che, nel farmi un in bocca al lupo, mi hanno detto che non mi seguiranno più.” Ma adesso è ora di guardare avanti, il futuro è sempre una strada da percorrere con le incognite che la vita presenta, con le curve da superare e i rettilinei da compiere come positività. Questo lo sa Federico Bernardeschi, con la Juve ogni cosa bisogna meritarsela. Anche la maglia numero 10!

Salvino Cavallaro



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