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Mercoledì 20 Marzo 2019
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Torino Stadio Filadelfia, 07/03/2019 -

Nella semifinale di ritorno di Coppa Italia, la squadra Primavera del Torino ha battuto 2 a 0 l’Atalanta. I gol sono stati segnati da Rauti su calcio di rigore al 18’ del secondo tempo e da Belkheir al 48’, proprio nei minuti di recupero. Diciamo subito che la partita ha offerto alcuni spunti di calcio, intervallati da alterne ingenuità prodotte soprattutto dall’ansia di giocare una semifinale di grande importanza. Due settori giovanili a confronto, che storicamente rappresentano quanto di meglio sia stato prodotto in Italia a livello di calciatori dal grande futuro. La Dea Primavera di mister Brambilla, si è presentata allo stadio Filadelfia sicura della qualità tecnica dei suoi giocatori e forte di una sistemazione tattica adatta a chiudere le offensive granata. Infatti, fin dall’inizio, l’Atalanta è apparsa ben messa in campo, attenta in difesa e pronta a ripartire, sfiorando nel primo tempo il gol in più occasioni. Ottimi Kulusevki, Colley e Gyabuaa, mentre Colpani, Okoli e Delprato, ci sono sembrati molto attenti in fase di interdizione. Detto questo, passiamo al Torino di mister Coppitelli. I granata sono subito apparsi molto ben preparati sotto l’aspetto psicologico, mettendo in mostra un’apprezzabile intensità di gioco che, tuttavia, nella foga ansiosa di voler segnare subito e mettere sotto gli avversari, sono incorsi in errori talora veniali e qualche volte anche molto rischiosi. Ottimo capitan Ferigra che al 26’ del secondo tempo ha dovuto lasciare il campo per infortunio, poi Gilli, Onisa, Rauti e l’onnipresente Kone, sono piaciuti nei loro compiti tattici impartiti da mister Coppitelli. Un 4-3-1-2 che nel corso della gara si è trasformato anche in un prudente 4-4-1-1, il quale, per eccessivo timore di restare scoperti in difesa, ha inibito il gioco sugli esterni.

Ma a parte queste considerazioni tattiche, ci preme dire che la meritata vittoria ottenuta sull’Atalanta da parte dei ragazzi di Coppitelli, si può sintetizzare come emblema di un calcio coeso, capace di fare emergere valori significativi di unione e partecipazione globale, anche dei ragazzi rimasti in panchina. E’ il merito di questa squadra capace di superare attraverso la grinta, la determinazione e la voglia di arrivare sempre primi su ogni pallone, quella qualità che tante volte in campionato, al cospetto di altre squadre, non risulta essere la migliore in senso assoluto. Ma è proprio nell’intendere il calcio moderno con aggressività, forza fisica e compattezza di squadra, che s’innesca il motivo portante del gioco caratterizzato dalla squadra di Coppitelli. Prova ne è che il numero 10 Kone Ben, dopo essersi infortunato in uno scontro a metà campo, ha voluto continuare a giocare nonostante il suo allenatore avesse già preparato la sostituzione. E con che grinta il ragazzo di colore ha ripreso a giocare!

Non sembrino fatti minimalisti, questi esempi positivi che nell’ambito di un gruppo si allargano e vengono assorbiti e imitati anche dagli altri compagni. Ecco, secondo noi la vera forza della Primavera del Toro sta proprio in questo atteggiamento di squadra umile e operaia che bada sempre alla sostanza. Certo, la mancanza di Millico, il bomber infortunato, ha costretto il mister a far assumere alla squadra un atteggiamento tattico diverso. Tuttavia, nella sua sostanza di squadra le cui caratteristiche l’hanno portata a vincere una Supercoppa, conquistato l’accesso nella finale di Coppa Italia per il secondo anno consecutivo e l’ottimo comportamento in campionato, si evince una notevole e attenta preparazione di base da parte di tutto lo staff tecnico. E’ vero, in primis il merito delle conquiste della Squadra Primavera è dei giocatori e del mister Coppitelli, tuttavia, è giusto dare merito anche ai dirigenti, al medico, ai massaggiatori e a tutti i personaggi che ne fanno parte con lo spirito vincente. Noi siamo testimoni della serietà e del lavoro dello staff della squadra Primavera del Torino, per essere stati più d’una volta a Rivalta a respirare l’aria di un calcio che si prepara con la cura dei minimi particolari. Che nelle segrete stanze del complesso sportivo di Rivalta si stabilisca la tattica per la partita del giorno dopo, piuttosto che la seduta tecnica e fisica sul campo, l’iter è sempre lo stesso, fatto di partecipazione globale di tutti i componenti lo staff tecnico. Per questo, pensiamo che il Presidente Cairo, il Direttore Generale Antonio Comi e il Responsabile del Settore Giovanile Massimo Bava (a proposito, grande è stata la strategia della società granata che ha blindato fino al 2022 questa figura importante, che tante società di rilievo avrebbero voluto all’interno del proprio Settore Giovanile) debbano essere soddisfatti di ciò che ha fatto e farà nell’immediato questa Squadra Primavera. Già, perché nel calcio nulla s’inventa e i fatti concreti sostituiscono sempre le fatue parole di propaganda. E adesso la Primavera del Toro attende il 5 e il 12 aprile per giocare la finale di Coppa Italia contro la Fiorentina. I presupposti per vincerla ci sono tutti.

Salvino Cavallaro

 



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