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Giovedì 19 Settembre 2019
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Torino, 30/05/2019 -

Chi pensa che il pugilato sia uno sport feroce, adatto a chi è dotato soltanto di forza fisica, probabilmente non conosce a fondo i meccanismi di questo antico modo di duellare su un ring contro uno sfidante. Stefano Abatangelo tornato sul trono nazionale dei mediomassimi a giugno dello scorso anno, è un pugile che sa di vita, di esperienza, di lavoro e sacrifici. Nobile di pensiero e fine conoscitore di filosofie di vita che sono il retaggio di un’educazione famigliare che gli ha trasmesso i veri valori umani, Stefano ama questo sport fin da ragazzino. “Nel pugilato devi metterci soprattutto cervello. Su ogni cosa, è la testa che comanda tutto. Senza di quella non si va da nessuna parte”. Sono pillole di saggezza che escono spontanee dalla bocca di Stefano Abatangelo, 37enne campione italiano dei mediomassimi e professionista dal 2005. Il suo palmares parla di 20 vittorie (6 prima del limite), un pareggio e sei sconfitte. Nella sua carriera ha conquistato 2 titoli italiani, ha combattuto e perso 2 titoli europei, prima in Germania nel 2013 contro Braehemer e poi in Danimarca nel 2014 contro Skoglund. Sconfitte che sanno di dignità morale e di forza mentale, per essere riuscito ad ultimare questi incontri perdendo ai punti. Poi, il 25 maggio scorso, in un incontro internazionale sugli 8 round, organizzato come match di preparazione ad un evento intercontinentale, Stefano Abatangelo ha battuto alla quinta ripresa Mile Nikolic per kot. Ma ciò che impressiona di questo pugile campione dei mediomassimi di Montanaro in provincia di Torino, è la qualità della persona capace di non fermarsi mai davanti a nulla. Il coraggio è il suo pane quotidiano e l’intelligenza è il suo supporto di vita. Ma Stefano è un lavoratore instancabile capace di dividersi tra mille impegni, cui fa fronte ogni giorno con assoluta capacità personale. A nessuno fa mancare il suo apporto, si parli della famiglia, piuttosto che del lavoro nel suo banco di generi alimentari al mercato di Corso Racconigi a Torino, che divide con la fatica degli allenamenti in palestra in preparazione a match da disputare. E’ come svestirsi dell’abito di tutti i giorni e poi andare in palestra, infilare guantoni, scarpette e pantaloncini e allenarsi a dovere. Due momenti che racchiudono la sua giornata, in cui nulla fa mancare a nessuno. Ai figli, alla moglie, ai suoi affetti più cari, ai suoi clienti di mercato, ma anche agli amici che passano, lo salutano e desiderano sapere come va, cosa si dice e cosa si fa. Per tutti c’è un’attenzione particolare da parte di Stefano, e una stretta di mano o una sana pacca sulle spalle non si nega a nessuno. E poi quel suo modo di intrattenersi con la gente per raccontare un po’ di lui, di com’è realmente, di cosa pensa del suo sport preferito, del suo mondo, delle sue abitudini e della sua giornata che inizia sempre di buon mattino. Estate o inverno, Stefano Abatangelo è sempre là, a guadagnarsi da vivere per lui e la sua famiglia con l’orgoglio di esporre le foto e le locandine dei suoi match di pugilato. Sì, Stefano è un grande personaggio, è la serietà fatta in persona, e tutto ciò che la vita gli dà, se l’è guadagnato con il sacrificio, con la forza e la determinazione di chi non deve dire grazie a nessuno se non a se stesso. Questo è Stefano Abatangelo, campione italiano dei mediomassimi. Un esempio, cui non ti basta mai ascoltarne i pensieri.

Salvino Cavallaro

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