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Martedì 23 Gennaio 2018
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Torino, 10/01/2018 -

Dopo non aver trovato spazio un anno fa nelle fila del Venezia e del Parma, adesso tutti scoprono Simone Edera. 21 anni appena compiuti, il gioiellino granata che è stato protagonista nella Prima Squadra del Toro in occasione delle due vittorie ottenute contro la Lazio in Campionato e con la Roma in Coppa Italia, adesso è diventato improvvisamente il desiderio di Crotone, Sassuolo, Cagliari e Verona. Com’è giusto che sia, sarà Walter Mazzarri a decidere se l’ex Primavera del Toro debba essere ceduto in prestito oppure tenuto per effettiva necessità di un attaccante che possa essere utile nella sostituzione di Niang o Belotti. Il ragazzo ha ottime qualità tecniche, sa partire da lontano con capacità di saltare l’avversario in velocità e, soprattutto, vede la porta e la inquadra con estrema facilità. Il gol è la sua specialità, così com’è giusto che sia per gli attaccanti di razza che sanno essere egoisti quel tanto che basta per essere utili alla squadra. A nostro avviso sarebbe un errore allontanare il gioiellino granata anche solo temporaneamente, perché ha bisogno di crescere e fare esperienza proprio tra le fila del Toro che è il suo ambiente ideale. Edera è un “puledrino” di razza e non si sbagli a non dargli affidamento, perché siamo certi che questo ragazzo che ha l’argento vivo addosso non deluderà coloro i quali crederanno in lui. Mediti bene il presidente Cairo perché questo Simone Edera sarà il vero attaccante del dopo Belotti, capace com’è di mettere scompiglio tra le difese avversarie e fare gol con la partecipazione della squadra. E poi vedrete come lieviteranno a dismisura le sue quotazioni. Si rifletta dunque attentamente prima di cedere anche solo in prestito Simone Edera,  perché può tornare utile a Mazzarri. 21 anni nel calcio possono sembrare pochi, ma non è sempre così per tutti. E’ un fatto personale, ma anche di ambiente in cui il ragazzo si trova ad essere gestito attraverso le persone giuste. A nostro parere il gioiellino granata è da coltivare e seguire con attenzione, proprio in considerazione di un calcio che ha sempre più bisogno di valorizzare il proprio settore giovanile, a discapito di quell’esterofila pallonara che spesso è apportatrice di molta mediocrità.

Salvino Cavallaro               

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