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Sabato 21 Luglio 2018
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Copenaghen, 18/09/2013 - Esattamente un anno dopo alla Juventus riemergono le stesse problematiche della passata stagione. A Copenaghen, i campioni d’Italia non riescono ad andare oltre l’1-1 sul campo della formazione più debole del girone e, forse, di tutta la Champions League. Protagonista della notte danese il portiere di casa, Wiland, capace di quattro interventi eroici, delle vere e proprie prodezze.
Atteggiamento troppo superficiale degli uomini di Conte, come se l’esperienza vissuta l’anno scorso contro il Nordsjaelland non fosse servita a nulla: una Juventus svogliata che subisce il pressing veemente del Copenaghen è l'immagine che resta dell'incontro. Eppure è bastata una Juventus discreta a mettere in un angolo il Copenaghen. Subito dopo il gol dei danesi, è l'eroe di giornata Wiland a compiere due autentici miracoli su Chiellini, prima, e Pogba poi.
Ad ogni modo, gli uomini di Conte arrivano presto al pareggio ed avrebbero anche potuto vincere con una goleada e, invece, il gol non arriva, un po' per mancanza di precisione, un po' per il bravo portiere in giornata di grazia, un po' per sfortuna.
Una dietro l'altra si susseguono la traversa di Quagliarella, i tentativi di Tevez, l'occasione sprecata da Vidal e il colpo di testa, finito di poco a lato, di Pogba. Nulla, nemmeno l'assedio finale, è stato capace di abbattere il muro danese.
Onestamente ritengo che sarebbe sbagliato attaccarsi all'alibi dei miracoli del portiere avversario o alla sfortuna, qualcosa ieri sera non è andato.
L’atteggiamento esibito da chi è sceso in campo, soprattutto nel primo tempo, non è stato per nulla all'altezza. Si è avvertita poca fame, e mancanza di determinazione, poco concentrazione di giocatori leziosi e forse convinti di poter vincere facile e per inerzia.
Non è questa la Juventus che abbiamo apprezzato nelle ultime due stagioni, non è questa la Juventus che deve scendere in campo per dimostrare quanto vale in ambito europeo.
Vero è che nella seconda frazione di gioco le cose sono cambiate, una reazione, però, appena sufficiente perchè mancava la furia solita dei bianconeri.
Infine, ritengo che nemmeno i cambi siano stati del tutto appropriati. Poteva anche essere il giorno di Llorente, potevano essere, quantomeno, i 15-20 minuti di
Llorente, che più si va avanti e più si rischia di fargli fare la fine di Krasic o Elia. Tanti calci d'angolo, tanto gioco sulle fasce e nemmeno un gigante in area contro i potenti danesi fanno sì che i rimpianti siano parecchi. In fondo coi "piccolini" la Juventus ci aveva provato per quasi tutto l'incontro, forse era il caso di cambiare. Ma si sa, col senno di poi siamo tutti bravi allenatori.

 

 

Antonio Ioppolo
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