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Domenica 9 Dicembre 2018
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Torino, 13/11/2018 -

Siamo un popolo che preferisce offendere l’avversario, piuttosto che fare il tifo per la squadra del cuore. Un’antipatica abitudine ancestrale, tutta italiana, che reprime quello stile british tanto adottato all’estero. Le recenti offese indirizzate a Mourinho, Ancelotti e altri esponenti del mondo del calcio, fanno riflettere su come affrontare un problema diventato ormai dilagante e che non tiene conto dell’andamento della partita, ma dell’intimo e perfido gusto di stuzzicare malignamente la reazione di chi in campo sta svolgendo la propria attività sportiva. Offese personali, parole taglienti come lame di coltello affilate, che continuano martellanti durante tutta la partita, ignari dello svolgimento tecnico e agonistico del match che si svolge nel rettangolo verde. Ma c’è anche chi risponde e provoca con gesti di inaudita pericolosità, capaci di fare scoppiare vere e proprie risse. E allora che fare? In questi giorni si sta studiando di addivenire all’interruzione del match, né più e né meno di quando si sentono gli ululati di buu razzisti. A nostro avviso potrebbe essere una buona idea, anche in virtù di eventuali e reiterate ingiurie che indurrebbero alla sospensione della partita. Insomma, come dire che a estremi mali si ricorrerebbe a estremi rimedi. Questa soluzione è stata presa in seria considerazione dal mondo politico del calcio e pensiamo sia unanime nella consapevolezza che certi atteggiamenti vadano puniti, proprio per sensibilizzare e migliorare quel senso educativo che resta la base per il buon svolgimento agonistico di un match basato sul contendersi la vittoria sul campo. Quel “Figlio di….” o “Vaffa….” o altre irripetibili frasi indirizzate “ad personam”, le quali si traducono in chiare forme diseducative che inducono alla reazione talora anche violenta e provocatoria, pensiamo davvero debbano essere debellate al più presto per il bene della crescita culturale del calcio. Dunque, speriamo negli sviluppi della questione che a questo punto diventa davvero di urgente soluzione.

Salvino Cavallaro               

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