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Martedì 18 Giugno 2019
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Torino, 24/05/2019 -

Ci sono persone al mondo che per valore professionale e umano sono destinate al successo. Massimo Bava, attuale Responsabile del Settore Giovanile del Torino F.C. fa sicuramente parte di questa categoria. Persona di poche parole e non particolarmente avvezza alla ribalta dei riflettori accesi, Bava è personaggio di qualità che preferisce lavorare senza clamori per il raggiungimento degli obiettivi prefissati. E’ un po’ come dire di far parlare i fatti, perché le parole vanno sempre al vento. E purtroppo sono troppe le effimere parole che inondano il mondo del pallone, così, quando trovi qualcuno che ama i fatti, ti sembra quasi di non crederci. Conosco da qualche anno Massimo Bava e posso dire di avere seguito il suo lavoro nell’ambito del Settore Giovanile del Torino che è lievitato nella conquista di trofei ma anche nella crescita esponenziale dei giovani calciatori. Sembra ieri, eppure sono passati ben sette anni da quel 2012 in cui Bava è stato incaricato dal Torino F.C. di ricoprire il ruolo che attualmente riveste in seno alla società. E non è un caso che tra gli altri è stato insignito del prestigioso Premio Maurizio Maestrelli, per essere riconosciuto come miglior Responsabile del Settore Giovanile in Italia. Un attestato che mette in evidenza il grande lavoro svolto in questi anni con tutto il Settore Giovanile Granata. In passato persino la Juventus l’ha contattato per passare dall’altra sponda torinese, tuttavia, pur con l’orgoglio di sentirsi stimato per il lavoro fatto, ha dichiarato di stare bene al Torino con il presidente Cairo. E adesso che il patron del Toro ha incassato le dimissioni del DS Petrachi che andrà alla Roma, sta seriamente pensando di affidargli quel ruolo di dirigente che è rimasto vuoto. Una figura che il presidente ha studiato molto bene perché Bava è in sintonia con il suo modo di gestire la società sempre molto attenta ai conti, all’ordine dei bilanci che si riflettono soprattutto nelle plusvalenze ricavate dalla valorizzazione di mercato dei calciatori. Una forma mentis ideale per un dirigente di azienda calcio, capace di operazioni importanti pur non disponendo di budget astronomici. Così come sta facendo con il Settore Giovanile del Toro, in cui le squadre minori granata hanno raccolto molti successi su scala nazionale. In base a quanto sono le nostre informazioni, la promozione di Massimo Bava dovrebbe avvenire a conclusione dei campionati giovanili. Tuttavia, restano delle serie riserve da parte del Presidente Cairo, che riguardano il posto eventualmente lasciato vuoto dallo stesso Bava. Trovare una figura alla sua altezza nel conoscere il mondo del calcio giovanile non è cosa semplice, proprio in considerazione del fatto che il presidente del Toro tiene particolarmente a coltivare i giovani granata che sono il patrimonio della società. Noi riteniamo che al di là di questo reale problema venuto a crearsi con l’addio di Petrachi, si possa in qualche modo trovare l’alternativa nel ruolo di responsabile del Settore Giovanile Granata. Massimo Bava è un valore aggiunto in casa Toro, questo Cairo lo sa. Per questo siamo convinti che la soluzione ideale la si troverà a breve, beneficiando della serietà professionale del nuovo DS del Toro. Certo, non sarà facile per Bava occupare un ruolo così diverso dall’attuale, tuttavia, pensiamo che la sua serietà riportata da sempre sul lavoro e l’etica che gli riconosciamo come valore professionale, siano ingredienti ben saldi nel suo essere, nel suo pensare che la dedizione al lavoro paghi, soprattutto se è supportata dal grande senso di appartenenza. Sappiamo anche che in società si stanno valutando altri possibili profili di ds come Riccardo Bigon che ha lavorato con Mazzarri ai tempi in cui è stato allenatore a Reggio Calabria e Napoli, e poi si fa anche il nome dell’attuale ds dell’Empoli Riccardo Pecini. Nomi sicuramente affidabili in un ruolo che è già  garanzia per esperienza nel settore specifico della direzione sportiva di società di calcio, tuttavia, il nome di Massimo Bava può avere la priorità perché è un personaggio fatto in casa e perché ha tante affinità con la gestione di budget non proprio stratosferici, ma sufficienti per significare meno spesa e più ricavi. Proprio come intende il presidente Cairo.

Salvino Cavallaro

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