William Hill Casino
calcio mercato

La tua pubblicità qui!
Contattaci

Venerdì 18 Ottobre 2019
NOTIZIENOTIZIE

Torino, 16/06/2019 -

Alla Juve è rivoluzione copernicana. Dalla tecnica, alla tattica, dal vestito elegante, alla tuta, dal pragmatismo di Max Allegri, all’ossessione maniacale di un calcio sarriano perfetto nei passaggi, nel pressing alto, nel continuo correre e verticalizzare il gioco. Ma basterà al popolo juventino vedere un buon calcio con il punto interrogativo di continuare a vincere? Questo lo sapremo cammin facendo! Al momento possiamo solo commentare che alla Juventus è finalmente arrivata la fumata bianca: “Habemus Sarri” e poi eventualmente, “morto” un Sarri se ne fa un altro. Scherziamo, naturalmente! Ma c’è qualcosa di nuovo in questo agire della triade Agnelli, Paratici, Nedved, ed è la consapevolezza di volere cambiare aspetto a una Juventus che ha bisogno di essere rinfrescata dal punto di vista tattico e quindi del bel gioco sul campo. Si passa dall’essenzialità alla ricerca di un calcio brillante, moderno e più consono a quelli che sono i canoni dell’attuale football europeo, quello che tutti gli anni ammiriamo in Champions, piuttosto che in Premier League. Ma, per far questo, si prevede pure una sorta di cambiamento anche per quanto riguarda gli interpreti, visto che alcuni giocatori che fanno parte dell’attuale rosa della Vecchia Signora, non avrebbero le caratteristiche tecniche per soddisfare il gioco voluto da Sarri. Insomma, è come dire che cambiando il maestro di musica è inevitabile che cambino pure i suonatori. Signori si cambia, perché con l’arrivo del sessantenne Maurizio Sarri si passa a qualcosa che era inimmaginabile soltanto qualche tempo fa, nel regno dello stile Juventus. E ci piacerebbe sapere cosa ne pensa da lassù l’Avv. Giovanni Agnelli, nel vedere la sua Juve così legata a certi valori nella cura dell’immagine - dentro e fuori dal campo - che decide dopo una lunga e ponderata analisi, di cambiare l’abito indossato per tanti anni. Ma forse è il frutto di un calcio che cambia nella sua fase culturale, più che in quella tecnica e tattica. Svanisce dunque il sogno di tanti tifosi juventini che sulla panchina bianconera avrebbero voluto vedere Pep Guardiola. Un matrimonio che non si è potuto fare, nonostante i ripetuti corteggiamenti, le speranze, i mille contorti ragionamenti che sono stati il frutto del nulla.  E così la Juve nel primo pomeriggio di oggi, ha annunciato ufficialmente sul proprio sito l’arrivo dell’ex allenatore di Napoli e Chelsea, con un contratto triennale che lo legherà alla società bianconera fino al 2022. Pensiamo che Maurizio Sarri prima di firmare, abbia valutato i pro e i contro di venire ad allenare la squadra della società prima in Italia, dove “Vincere è l’unica cosa che conta”. Lui sa che al suo gioco brillante deve aggiungere inevitabilmente la vittoria in Champions League con l’annesso nono scudetto consecutivo. Altrimenti, se così non sarà, per lui si potrà parlare di fallimento. Ecco, diremmo che a tutto ciò che la Juve ha saputo fare in questi anni, Sarri deve apportare l’armonia e la brillantezza di gioco, fermo restando la mentalità di vincere. Ci riuscirà a ribaltare anche culturalmente quel suo grossolano modo di essere anti juventino davanti ai media e agli stessi tifosi? Certe cose non si cambiano con l’esile vento che spira oggi a suo favore, perché c’è da constatare tutta una serie di cose. Intanto vediamo come si presenta il giorno di buon mattino, per il resto si vedrà. Vincere crea entusiasmo, fa allontanare i cattivi pensieri e fa persino diventare amici i più acerrimi nemici. E’ il calcio del nostro tempo, capace di rimuovere offese che sembravano incancellabili.

Salvino Cavallaro  

 

Salvino Cavallaro
  • ad un amico
   Seguici su Facebook

La tua Pubblicità Qui!

Tel.
Fax
e-mail : @.it
Responsabile Settore Pubblicità

Cell.

Info